Non c’è + nessun Virgilio a guidarci nell’Inferno

 

Romano ABATE - Alice BIBA - Francesco BOCCHINI - Ludovico BOMBEN - Giorgio CASSONE Giuseppe CIRACÌ - Boris CONTARIN - Marie DENIS - Silvia LEVENSON - Giulio MALINVERNI Gianni MORETTI - Maria Elisabetta NOVELLO - Michelangelo PENSO - Antonio RIELLO

 

Progetto di Martina Cavallarin

A cura di Martina Cavallarin, co-curatore Antonio Caruso

 

Opendream

26 ottobre - 5 dicembre 2021

PREMIO CRAMUM 2021

 

artista in mostra fuori concorso

 

7 SETTEMBRE 2021

Villa Mirabello - Milano

[A] Arte tra le Calli - Marano Lagunare


dal 4 al 12 settembre 2021


9 case si trasformano per una settimana in gallerie temporanee occupate da artisti provenienti da diverse regioni italiane e dall’Austria.

 

L’inaugurazione diventa l’occasione per una passeggiata tra le calli alla ricerca delle gallerie, per assistere alle performances nelle piazze.

Futuro Arcaico Fest

 

Mostra diffusa, collettiva, multidisciplinare su folklore, riti e tradizioni popolari Bari,

11 giugno - 11 luglio 2021

 

Opening e press tour: venerdì 11 giugno ore 18.00 –

Museo Civico, Bari

Esposizioni: 11-20 giugno, varie location

 

Opere realizzate da più di 40 artisti provenienti da tutta Italia, che rinnovano la visione della cultura popolare, rituale, magica e orale del nostro paese, da sud a nord, attraverso i linguaggi di fotografia, video, suono, illustrazione, mixed media e installazione. Una mostra diffusa, collettiva e multidisciplinare, fruibile gratuitamente, outdoor e indoor, negli spazi più noti ma anche e soprattutto in quelli più inusuali della città di Bari. È la prima edizione del Festival di Futuro Arcaico, che si svolgerà proprio nel capoluogo pugliese a partire da venerdì 11 giugno e fino all’11 luglio 2021 e che sarà avrà inizio con la parte dedicata alle esposizioni (11-20 giugno 2021).

Between space and surface

Arthur Duff, Ludovico Bomben, Francesco Candeloro

A cura di Riccardo Caldura

 

Con la mostra dedicata a tre artisti la cui formazione è avvenuta all’Accademia di Belle Arti di Venezia, riapre il 21 maggio 2021 lo spazio espositivo dell’istituzione, il Magazzino del Sale 3. Ulteriore segnale di ripresa delle attività dopo l’apertura dell’anno accademico (21 aprile) e l’Open Day (22-23 aprile), nonché indicazione su quel che sarà uno degli aspetti qualificanti lo sviluppo futuro della programmazione espositiva: il rapporto fra formazione e professione, a partire idealmente dagli importanti materiali sull’educazione artistica raccolti nell’Archivio storico, fino alla contemporaneità della ricerca in atto. Come è il caso di questa mostra di apertura dopo la lunga pausa dovuta alle conseguenze della pandemia. Between space and surface tocca tematiche complesse riguardanti questioni di fondo della composizione artistica: il rapporto fra bidimensionalità e tridimensionalità, fra vuoto e pieno, includendo la luce come medium fra realtà e percezione.  La stessa collocazione delle opere, verrebbe da dire la loro presa di posizione nell’ambiente espositivo, crea uno spazio intermedio (in-between), una sorta di dialogo visivo che produce infraspazi ulteriori, percettivi quanto interpretativi. Anche nel senso etimologico della parola (dal latino spatium) vi è qualcosa di indefinito che viene riconfigurandosi in rapporto a quel che l’osservatore di volta in volta ha ‘di fronte’ e a quel che ha ‘intorno’, soprattutto se si pensa a quel particolare modo di fare-spazio che è proprio dell’opera.

La disposizione degli ambienti del Magazzino ha favorito l’allestimento delle opere a nuclei distinti, permettendo ad ogni artista di proporre un proprio insieme di lavori. La tematica espositiva diventa così sia una riflessione ad ampio spettro sul rapporto fra spazio e superficie (e luce, considerando alcune opere al neon che sono esposte), sia un modo per comprendere come la medesima tematica possa dar conto delle distinte soluzioni formali che caratterizzano le individuali linee di ricerca.

La sequenza non usualmente alfabetica nel nominare i tre artisti invitati è dovuta alla specifica organizzazione del percorso espositivo, e di fatto ne costituisce una anticipazione. Aperto da una selezione di opere di Arthur Duff, opere che privilegiano una relazione spazio-cosmica, il percorso espositivo prosegue attraverso il rarefatto ambiente di Ludovico Bomben, per concludersi nel caleidoscopio di spazi urbani proposto da Francesco Candeloro.

L’esposizione prevede lavori a parete, installazioni e opere al neon, con queste ultime presenti in ognuna delle tre sessioni del percorso, a sottolineare il ruolo della luce quale medium per eccellenza fra spazio, superficie e percezione.

 

Info:

Accademia di Belle Arti di Venezia

Magazzino del Sale 3

Between space and surface

21 maggio-11 settembre 2021

Inaugurazione: 21 maggio ore 16.30

 

Apertura: giovedì, venerdì, sabato ore 11-18

www.accademiavenezia.it

 

Teatro Verdi di Pordenone

con Comune di Pordenone

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

 

presentano il

 

“PREMIO PORDENONE MUSICA 2020”

VI edizione

 

ASSEGNATO QUEST’ANNO AL COMPOSITORE, MUSICOLOGO CONDUTTORE RADIOFONICO E ATTUALE PRESIDENTE-SOVRINTENDENTE DELL’ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA

MICHELE DALL’ONGARO

 

La premiazione ufficiale si svolgerà con la consegna al vincitore di un’opera del giovane e pluripremiato artista pordenonese Ludovico Bomben, che vanta esposizioni nazionali e internazionali. “Sfera senza titolo” è una sfera di legno di Frassino di colore naturale e di un profondissimo black3. Mostra i cerchi di crescita dell’albero a simboleggiare onde che si espandono come la musica e il sapere che cresce con le nuove generazioni di musicisti e di pubblico. Una “cassa acustica” e il suo interno è cavo, di un nero sconfinato, ma che contiene un piccolo universo che brilla e suona.

 

SCONFINAMENTS

Da una collezione friulana di arte contemporanea San Vito al Tagliamento - centro storico Gradisca d’Isonzo - Galleria regionale L. Spazzapan

 

23 aprile - 13 giugno 2021

 

Una panoramica inedita, articolata e straordinaria dell’arte contemporanea del territorio, non solo regionale, racchiusa in una mostra allestita in cinque suggestivi spazi espositivi del centro storico di San Vito al Tagliamento e nella Galleria regionale d’arte contemporanea Luigi Spazzapan di Gradisca d’Isonzo, dal 23 aprile al 13 giugno 2021.

“Sconfinaments. Da una collezione friulana di arte contemporanea” è il titolo della grande mostra, in cui verranno esposte 200 opere di oltre 50 artisti, collezionate nel tempo in una raccolta personale da Federico Rossi, presidente dell’Associazione culturale Colonos e direttore artistico della rassegna Avostanis.

La mostra, a cura di Angelo Bertani, è stata promossa dal Comune di San Vito al Tagliamento, dall’ERPAC - Ente regionale del Patrimonio culturale del Friuli-Venezia Giulia e dall’Associazione culturale Colonos, con il patrocinio del Consiglio regionale Friuli-Venezia Giulia e il sostegno della Fondazione Friuli.

 

Promotori

Comune di San Vito al Tagliamento

ERPAC – Ente regionale per il Patrimonio culturale

Associazione culturale Colonos

Con il patrocinio del

Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia

Con il sostegno della

Fondazione Friuli

REWILD

 

Un progetto sociale e artistico dedicato al Climate Change strutturato in sei installazioni presentate nell’arco di un anno in cui dialogheranno arte, design e nuove tecnologie.

 

PROLOGUE: DIATOMS IN THE MULTIVERSE

19 gennaio - 13 febbraio 2021

 

Milano

Galleria d'arte Il Vicolo

Via Maroncelli 2

 

THE CURATORS MILAN è un collettivo di creativi che, spinto dalla resilienza, dall’empatia e dalla voglia di futuro, ha ideato REWILD, un progetto sociale senza fini di lucro che vuole far riflettere sui temi legati al Climate Change, utilizzando l’arte e le nuove tecnologie.

Sei eventi, di cui il primo PROLOGUE: DIATOMS IN THE MULTIVERSE, prenderà il via 19 gennaio, presentando una installazione multisensoriale e immersiva che racconterà le diatomee - organismi unicellulari responsabili del 50% di tutto l’ossigeno necessario all’equilibrio biochimico del pianeta - mettendo in dialogo una scultura in ferro dell’artista Ludovico Bomben con una scultura 3D.

 

In-Edita

residenza artistica presso Forte Marghera in collaborazione con Venice Galleries View.

 

I sessione: 20/07-20/08

 

Il programma In-Edita, ideato da Marina Bastianello e coordinato da Venice Galleries View, si propone come occasione di approfondimento delle personali metodologie di lavoro degli artisti selezionati, nel confronto con le tematiche più attuali dei processi di ricerca contemporanei e con lo scopo di incentivare un approccio dinamico e versatile al confronto con la ricerca artistica.

 

Forte Marghera ricopre una posizione centrale e costituisce un naturale polo d’interscambio fisico e culturale con il centro storico di Venezia. L’area è di elevato interesse in quanto luogo di connessione, tra diversi e fino ad oggi isolati, ambiti urbani e metropolitani nei quali sono insediate varie realtà che si occupano di cultura e formazione. Nella stessa area sorge anche lo snodo di tutta la viabilità che collega Mestre a Venezia e alla gronda lagunare (tram, autobus, ferrovia, area di

traffico veicolare, ciclabile e nautica).

SUPERCALL - LA MOSTRA -

A cura di Supergiovane, in collaborazione con Casa Testori.

 

Dal 27.VI.2020 al 15.VII.2020

Inaugurazione 27 giugno 2020 h 17.00

Studio 4x4, Via Garibaldi 34, Pietrasanta (LU)

 

Lanciata sui canali social durante la quarantena, la call di Supergiovane = SUPERCALL, ha raccolto le testimonianze visive e personali di oltre 50 artisti contemporanei operanti in Italia e all’estero. Con l’intento di rintracciare i sentimenti dell’inedito stato di attesa durante il lockdown ed evidenziare le possibilità lavorative-artistiche anche in un periodo di stop, la Supercall ha rintracciato negli artisti la forza di una vocazione personale del proprio lavoro, innestando un’energia e una resistenza che approda, grazie all’invito di Casa Testori, nella mostra. Nello spazio dello Studio 4x4 di Pietrasanta la selezione dei 13 artisti invitati ad esporre crea diversi dialoghi tracciati da legami fisici e visivi tra le opere, disposti a sfidare un tentativo di dialogo dal vivo.

Sono accomunati dallo studio dei rilievi e delle forme impresse nella carta delle stampe di Ludovico Bomben e di Elisa Carutti, che introducono alla mostra. Bomben si inserisce nella trama della monocromia e nello studio astratto delle superfici mentre nel caso di Elisa il rilievo è vissuto e martoriato nelle trame delle rocce impresse sulla carta. Anche nel caso di Gaia Bernasconi la carta è il tramite per dare vita alle figure ritagliate e rinchiuse tra collage di fiori in ampolle di vetro dal sapore antico, figure segnate che non sono passate indenni al peso della vita, così come nelle micro installazioni di Camilla Alberti in cui il detrito raccolto, etichettato e fatto proprio è minuziosamente disposto a ricreare ambienti silenziosi, quasi piccole armonie o parchi gioco per formiche appassionate di modernismo. Nella stanza principale l’installazione delicata e sensuale di Agnese Spolverini, costruisce l’ambiente ideale per un dialogo tutto al femminile. Nell’opera della Spolverini la veneziana rosa e il tappeto evocano una situazione di attesa, di presenze, che in realtà vivono e sussurrano al di là dello spazio creato dai materiali, in sintonia con la narrazione di immagini fotografiche di Eleonora Roaro che cancella con smalto rosa i corpi degli uomini in foto di matrimonio definendo la loro presenza non più necessaria alla narrazione, come una sorta di vendetta privata. Anche nel lavoro di Francesca Mussi la presenza della figura gioca un ruolo fondamentale, nei lavori presentati l’artista racconta per immagini una performance che non ha mai preso atto, dove il divano diventa emblema dello spazio in cui la figura stessa appare o scompare, come velata da un frame che non viene però esposto. Altrettanto velate sono le apparizioni che Giulia Cacciuttolo realizza con numerosi strati sovrapposti di organza di seta stampata in bianco e nero da scansioni positive di negativi analogici, a formare quasi un tendaggio, in cui nel tempo si è impresso un paesaggio o quel che ne resta via via. La mostra prosegue nella corte esterna, e qui a dare vita alle mura antiche, la pittura prende corpo nel dialogo tra i lavori di Beatrice Gelmetti, Francesco Zanatta e Jingge Dong accomunati dalla provenienza di area veneta, nei lavori di Gelmetti, come di Jinge, la materia e il gesto costruiscono forme appena intuibili. Più sinuose nella prima e più liquide nel secondo. Nelle tele di Zanatta le figure si impongo nell’immaginario dell’osservatore tramite metamorfosi e dialoghi con il paesaggio che le accompagna in un turbinio di colori. Un paesaggio ibrido mutevole porta alle due opere conclusive della mostra. L’opera di Kristian Sturi si increspa come una superficie epidermica in dialogo con le variazioni ambientali e luminose, contrastando la superficie erosa del torrione. Allo stesso modo, l’opera in vetro di Matteo Messori si impone sul suolo della corte scomparendo delicatamente nella suggestiva atmosfera dello spazio, una forma ben definita che danza e si fonde nello spazio.

7 PREMIO CRAMUM - “Il cielo sopra di me e dentro di me che cosa”

a cura di Sabino Maria Frassà

 

 

Inaugurazione e premiazione: sabato 14 settembre ore 18.30

Villa Bagatti Valsecchi di Varedo (MI)

Dal 14 settembre al 6 ottobre

 

 

Cramum annuncia che i finalisti della 7^ edizione del Premio Cramum sono 12 e sono:

Daniela Ardiri, Ludovico Bomben, Yinglu Chen, Federica Cipriani, Cristina Cusani,  Alessandro di Massimo, Luca Marignoni, Miriam Montani, Niccolò Moronato, Antonella Romano, Federico Polloni, Sio Takahashi.

 

Le opere dei finalisti saranno esposte al fianco di quelle di 10 artisti di fama – fuori concorso: Laura de Santillana, Aldo Grazzi, Elena Modorati, Leonardo Nava, Francesco Pignatelli, Fiorenzo Rosso, Aldo Runfola, Paolo Scirpa, Davide Tranchina.

 

Il Comitato scientifico, è composto da: Ettore Buganza, Cristiana Campanini, Paola Capata, Antonella Cattani, Camilla Delpero, Riccardo Fausone, Maria Fratelli, Federico Giannini, Giuseppe Iannaccone, Rose Ghezzi, Angela Madesani, Isabella Maffeis, Emanuele Magri, Achille Mauri, Fiorella Minervino, Giovanni Monzon, Annapaola Negri-Clementi, Rischa Paterlini, Iolanda Ratti, Fulvia Ramogida, Michela Rizzo, Elisabetta Roncati, Mario Francesco Simeone, Alba Solaro, Caterina Tognon, Francesca Tribó, Lorenzo Uggeri, Nicla Vassallo, Giorgio Zanchetti. Al voto non prenderà parte il Direttore del Premio, tranne in caso di pari merito.

 

Infine, come previsto dal Bando, il Direttore Artistico, constatato l’elevato numero di artisti iscritti (86) e l’elevata qualità dei progetti proposti, ha voluto nominare anche 9 “Artisti in Evidenza”: Federico Borroni, Riccardo Carnaghi, Jingge Dong, Maria Geraci, Elisa Giuliani, Monica Mazzone, Giulia Nelli, Giulio Saverio Rossi, Alessandro Simonini.

THE OTHERS

La seconda mostra per i dieci anni della Galleria Marelia 2009 – 2019

 

Artisti: Ludovico BOMBEN, Giovanni BONALDI, Carlo CANE, CANO (Caneda); Gianluca CHIODI, Gianni CUOMO, Antonio DEL DONNO, Claudio DESTITO, Matteo EMERY, Luisa ROTA SPERTI, Ilona SZALAY, Elena TORTIA, Arianna TINULLA, Angela VIOLA

 

Inaugurazione: sabato 14 settembre 2019 ore 18.30

 

14 settembre - 20 dicembre 2019

a cura di Paola Silvia Ubiali

 

Galleria Marelia arte moderna e contemporanea

Via Torretta, 4 | 24125 Bergamo | Italia

www.galleriamarelia.it |  info@galleriamarelia.it

+ 39 347 8206829

 

Orari: da lunedì a venerdì h. 15.30/19.30

Altri giorni e orari su appuntamento

Ingresso libero

Bomben / Fillia

 

a cura di Ambra Gaudenzi

 

Inaugurazione giovedì 11 Ottobre ore 18.00 presso la Galleria d’Arte Il Vicolo di Milano

 

 

ORARI

12_10_2018 - 17_11_2018

INGRESSO LIBERO



La galleria Il Vicolo è lieta di invitarvi alla mostra "Ragionamenti sul sacro" che vede il confronto tra un giovane artista, Ludovico Bomben (1982) e l’artista del Secondo Futurismo torinese Fillia (1904 – 1936), giovedì 11 ottobre alle ore 18.00 in via Maroncelli 2.

 

 Appartenenti a epoche diverse gli artisti si incontrano nell’affrontare il tema del sacro, carico di retaggi simbolici. In esposizione alcune grandi tele degli anni Trenta di Fillia che si riallacciano ai temi classici della tradizione cristiana (La Sacra famiglia, L’itinerario della Passione, Eternità)  reinterpretati con quello sperimentalismo avanguardistico in rottura con le forme artistiche tradizionali proprie dell’epoca.

 

Le opere di Ludovico Bomben invece (in mostra troviamo sculture in metallo, corian  ma anche alcune tecniche miste su carta) si svestono della rappresentazione religiosa iconografica per restituire la “sensazione” evocativa e spirituale del legame col simbolo.

American Beauty

 

a cura di Stefano Reia

 

Inaugurazione giovedì 29 marzo ore 18.00 presso la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone

 

INFO

galleria@comune.monfalcone.go.it

www.comune.monfalcone.go.it

0481.494.177 / 358

 

ORARI

30_03_2018 - 05_05_2018

mercoledi e domenica 10/13 giovedi, venerdì e sabato 10/13  e 15/18

Chiuso il 1 aprile

INGRESSO LIBERO



Promossa dal Comune di Monfalcone/Assessorato alla Cultura, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con il patrocinio del Consolato degli Stati Uniti d’America a Milano, in collaborazione con l’Associazione Culturale Juliet e la curatela di Stefano Reia, la mostra trae spunto dalla bandiera americana quale simbolo e icona di un modello antropologico, politico, economico e sociale che ha pervaso la cultura occidentale, al punto da costituirne riferimento e direzione del futuro progresso umano. 
Tale processo, che pare inarrestabile, porta con sé un coacervo di contraddizioni e controversie, spesso grottesche, che proprio molti artisti contemporanei (dal secondo dopoguerra ad oggi) hanno saputo mettere a fuoco con lucidità e spietato realismo iconografico, sviscerandone gli aspetti con sguardo pluridirezionale, uno sguardo che non ammette soluzioni di compromesso o buonismi di maniera.
La bandiera a stelle e strisce diviene, dunque, pretesto creativo per identificare nella potenza del simbolo una serie di conclamate verità che, come tali, sono di per sé innegabili e drammaticamente attuali, come il rapporto con il mondo islamico, l’esaltazione di un consumismo fuori controllo che travalica i valori umani, lo sterminio e l’emarginazione dei nativi americani o la questione razziale, tematiche mai completamente risolte e superate nell’inconscio collettivo.
In questo modo l’icona della bandiera si assume il compito di trasformarsi da simbolo coagulante di un paese frammentato e plurirazziale a punto nodale del dibattito contemporaneo, non solo a livello di contenuti ma anche a livello di immagine e di narrazione divulgativa.
La Galleria ospiterà all’incirca cinquanta bandiere interpretate da artisti di chiara fama internazionale, tra i quali si ricordano Robert Longo, Annie Leibovitz, George Maciunas, Vanessa Beecroft, James Rosenquist, Keith Haring, Vito Acconci, Mark Kostabi, Andy Warhol, Gabriele Bonato.

 

Associazion culturâl Colonos

  

Indirizzo: Vie Giovanni da Udine, 8, 33050 Lestizza UD

Telefono: 348 101 5830

Provincia: Provincia di Udine

 

Cuasi nuie, anzit dut

 

 

Personali di Matteo Attruia e Ludovico Bomben
A cura di Angelo Bertani

 

DAL 18/03 AL 02/04

 

I Colonos perseverano nella loro ricognizione nel campo dell’arte contemporanea, regionale e non regionale, perché credono che dare conto del presente nel suo processo di determinazione sia uno dei compiti principali dell’attenzione culturale. Prima vengono le opere d’arte e poi potrà seguire il loro inserimento storico-critico in un determinato contesto: infatti il presente esige di essere tale. Ecco due nuove personali, di due artisti della nuova generazione, Matteo Attruia (Sacile, 1973) e Ludovico Bomben (Pordenone, 1982): l’uno scardina la retorica comunicativa facendole assumere un senso apparentemente paradossale, l’altro rivisita alcune forme simboliche della storia dell’arte per ricavarne quasi l’essenza, il concetto percettivo. Negli spazi dei Colonos tra i due si instaura sottotraccia un dialogo a distanza, tutto da scoprire, tutto da interpretare. 
(Angelo Bertani)

 

Superficie di contatto

 

A cura di Riccardo Caldura

Mostra personale di Ludovico Bomben.

 

TRA vi invita all’inaugurazione della mostra personale di Ludovico Bomben dal titolo ‘Superficie di contatto’, a cura di Riccardo Caldura, che si terrà sabato 16 dicembre alle ore 18.00.

 

L’artista presenta una selezione di opere inedite, a parete e nello spazio, contraddistinte dal nitore formale che è la chiave stilistica e concettuale della sua ricerca. Un linguaggio minimalista in grado di calibrare ogni elemento in relazione con le caratteristiche dell’ambiente, in questo caso il trecentesco piano nobile di Cà dei Ricchi, senza subirne però la marcata caratterizzazione grazie alla capacità di generare un proprio  dispositivo spaziale.

 

Si potrebbe parlare di uno spazio nello spazio, dove  il primo, quello contemporaneo, produce nei confronti del secondo, lo spazio storico che lo contiene, una sospensione silenziosa, ritmata dall’articolazione delle opere a parete,  grandi superfici bianche dove affiorano dalla carta, stampata a secco, le trame geometriche di ulteriori spazi possibili. I lavori a carattere installativo e scultoreo, composti di pochi essenziali elementi, generano a loro volta linee di tensione nell’ambiente dovute al preciso quanto delicato equilibrio delle parti che li compongono. L’acuminarsi delle estremità degli oggetti  esposti, vere e proprie linee-dardo, richiede volutamente allo spettatore un aumento del suo livello di attenzione.

 

Uno spazio dunque della misura e dell’equilibrio, dovuto a gesti compositivi discreti, quanto netti, grazie alla precisione con cui vengono evidenziandosi le linee-forza tridimensionali, e il gioco degli affioramenti di forme possibili dalla luminosità e purezza delle superfici. Queste recenti opere di Bomben, singolarmente e ancor più nella loro reciproca iterazione nello spazio,  rappresentano bene quanto il suo lavoro sia particolarmente attento alla relazione fra bidimensionalità e tridimensionalità: il volume può ridursi all’essenzialità di una linea di forza, di una linea-dardo, la superficie si tende rivelando la tensione sottocute che la pervade, resa percettibile dallo spessore di un orlo dorato. In una delle opere esposte, una grande ‘icona’ a parete, questo gioco di tensioni e affioramenti è rivelato dal rapporto delle due forme che compongono il lavoro: immerse nel bianco sembrano subire un processo di estroflessione e di compenetrazione. Qualcosa accade su quelle superfici e sono le variazioni della luce a rivelarlo. Qualcosa accade quando lo spazio generato dall’opera, nella sua apparente sottrazione di quel che vi è da vedere, in realtà chiede al visitatore di concentrarsi, di rallentare, per entrare in contatto con l’esperienza di un appena visibile fatto di luce, di forme affioranti e della delicata materialità di elementi compositivi quali l’oro, il nero delle lucidature metalliche, il bianco delle carte.

 

Nelle materie lì dove queste sono sul punto di smaterializzarsi, sulle superfici dove gioca la capacità di rivelazione che ha la luce, nelle linee-forza che invitano a concepire uno spazio di meditazione non come uno spazio ‘disarmato’, ma come uno spazio dove l’attenzione deve acuirsi, nel complesso gioco di reciprocità di questi elementi, si articola una particolare concezione dell’opera contemporanea, che si sottrae alla dimensione della quotidianità, per far spazio, ed entrare in contatto, con una diversa visione della realtà. (Riccardo Caldura)

 

Nello stesso periodo alcune opere di Bomben saranno esposte presso lo spazio di Slash Treviso che ringraziamo per la collaborazione.

La mostra sarà visibile fino al 4 febbraio 2018