SUPERCALL - LA MOSTRA -

A cura di Supergiovane, in collaborazione con Casa Testori.

 

Dal 27.VI.2020 al 15.VII.2020

Inaugurazione 27 giugno 2020 h 17.00

Studio 4x4, Via Garibaldi 34, Pietrasanta (LU)

 

Lanciata sui canali social durante la quarantena, la call di Supergiovane = SUPERCALL, ha raccolto le testimonianze visive e personali di oltre 50 artisti contemporanei operanti in Italia e all’estero. Con l’intento di rintracciare i sentimenti dell’inedito stato di attesa durante il lockdown ed evidenziare le possibilità lavorative-artistiche anche in un periodo di stop, la Supercall ha rintracciato negli artisti la forza di una vocazione personale del proprio lavoro, innestando un’energia e una resistenza che approda, grazie all’invito di Casa Testori, nella mostra. Nello spazio dello Studio 4x4 di Pietrasanta la selezione dei 13 artisti invitati ad esporre crea diversi dialoghi tracciati da legami fisici e visivi tra le opere, disposti a sfidare un tentativo di dialogo dal vivo.

Sono accomunati dallo studio dei rilievi e delle forme impresse nella carta delle stampe di Ludovico Bomben e di Elisa Carutti, che introducono alla mostra. Bomben si inserisce nella trama della monocromia e nello studio astratto delle superfici mentre nel caso di Elisa il rilievo è vissuto e martoriato nelle trame delle rocce impresse sulla carta. Anche nel caso di Gaia Bernasconi la carta è il tramite per dare vita alle figure ritagliate e rinchiuse tra collage di fiori in ampolle di vetro dal sapore antico, figure segnate che non sono passate indenni al peso della vita, così come nelle micro installazioni di Camilla Alberti in cui il detrito raccolto, etichettato e fatto proprio è minuziosamente disposto a ricreare ambienti silenziosi, quasi piccole armonie o parchi gioco per formiche appassionate di modernismo. Nella stanza principale l’installazione delicata e sensuale di Agnese Spolverini, costruisce l’ambiente ideale per un dialogo tutto al femminile. Nell’opera della Spolverini la veneziana rosa e il tappeto evocano una situazione di attesa, di presenze, che in realtà vivono e sussurrano al di là dello spazio creato dai materiali, in sintonia con la narrazione di immagini fotografiche di Eleonora Roaro che cancella con smalto rosa i corpi degli uomini in foto di matrimonio definendo la loro presenza non più necessaria alla narrazione, come una sorta di vendetta privata. Anche nel lavoro di Francesca Mussi la presenza della figura gioca un ruolo fondamentale, nei lavori presentati l’artista racconta per immagini una performance che non ha mai preso atto, dove il divano diventa emblema dello spazio in cui la figura stessa appare o scompare, come velata da un frame che non viene però esposto. Altrettanto velate sono le apparizioni che Giulia Cacciuttolo realizza con numerosi strati sovrapposti di organza di seta stampata in bianco e nero da scansioni positive di negativi analogici, a formare quasi un tendaggio, in cui nel tempo si è impresso un paesaggio o quel che ne resta via via. La mostra prosegue nella corte esterna, e qui a dare vita alle mura antiche, la pittura prende corpo nel dialogo tra i lavori di Beatrice Gelmetti, Francesco Zanatta e Jingge Dong accomunati dalla provenienza di area veneta, nei lavori di Gelmetti, come di Jinge, la materia e il gesto costruiscono forme appena intuibili. Più sinuose nella prima e più liquide nel secondo. Nelle tele di Zanatta le figure si impongo nell’immaginario dell’osservatore tramite metamorfosi e dialoghi con il paesaggio che le accompagna in un turbinio di colori. Un paesaggio ibrido mutevole porta alle due opere conclusive della mostra. L’opera di Kristian Sturi si increspa come una superficie epidermica in dialogo con le variazioni ambientali e luminose, contrastando la superficie erosa del torrione. Allo stesso modo, l’opera in vetro di Matteo Messori si impone sul suolo della corte scomparendo delicatamente nella suggestiva atmosfera dello spazio, una forma ben definita che danza e si fonde nello spazio.

7 PREMIO CRAMUM - “Il cielo sopra di me e dentro di me che cosa”

a cura di Sabino Maria Frassà

 

 

Inaugurazione e premiazione: sabato 14 settembre ore 18.30

Villa Bagatti Valsecchi di Varedo (MI)

Dal 14 settembre al 6 ottobre

 

 

Cramum annuncia che i finalisti della 7^ edizione del Premio Cramum sono 12 e sono:

Daniela Ardiri, Ludovico Bomben, Yinglu Chen, Federica Cipriani, Cristina Cusani,  Alessandro di Massimo, Luca Marignoni, Miriam Montani, Niccolò Moronato, Antonella Romano, Federico Polloni, Sio Takahashi.

 

Le opere dei finalisti saranno esposte al fianco di quelle di 10 artisti di fama – fuori concorso: Laura de Santillana, Aldo Grazzi, Elena Modorati, Leonardo Nava, Francesco Pignatelli, Fiorenzo Rosso, Aldo Runfola, Paolo Scirpa, Davide Tranchina.

 

Il Comitato scientifico, è composto da: Ettore Buganza, Cristiana Campanini, Paola Capata, Antonella Cattani, Camilla Delpero, Riccardo Fausone, Maria Fratelli, Federico Giannini, Giuseppe Iannaccone, Rose Ghezzi, Angela Madesani, Isabella Maffeis, Emanuele Magri, Achille Mauri, Fiorella Minervino, Giovanni Monzon, Annapaola Negri-Clementi, Rischa Paterlini, Iolanda Ratti, Fulvia Ramogida, Michela Rizzo, Elisabetta Roncati, Mario Francesco Simeone, Alba Solaro, Caterina Tognon, Francesca Tribó, Lorenzo Uggeri, Nicla Vassallo, Giorgio Zanchetti. Al voto non prenderà parte il Direttore del Premio, tranne in caso di pari merito.

 

Infine, come previsto dal Bando, il Direttore Artistico, constatato l’elevato numero di artisti iscritti (86) e l’elevata qualità dei progetti proposti, ha voluto nominare anche 9 “Artisti in Evidenza”: Federico Borroni, Riccardo Carnaghi, Jingge Dong, Maria Geraci, Elisa Giuliani, Monica Mazzone, Giulia Nelli, Giulio Saverio Rossi, Alessandro Simonini.

THE OTHERS

La seconda mostra per i dieci anni della Galleria Marelia 2009 – 2019

 

Artisti: Ludovico BOMBEN, Giovanni BONALDI, Carlo CANE, CANO (Caneda); Gianluca CHIODI, Gianni CUOMO, Antonio DEL DONNO, Claudio DESTITO, Matteo EMERY, Luisa ROTA SPERTI, Ilona SZALAY, Elena TORTIA, Arianna TINULLA, Angela VIOLA

 

Inaugurazione: sabato 14 settembre 2019 ore 18.30

 

14 settembre - 20 dicembre 2019

a cura di Paola Silvia Ubiali

 

Galleria Marelia arte moderna e contemporanea

Via Torretta, 4 | 24125 Bergamo | Italia

www.galleriamarelia.it |  info@galleriamarelia.it

+ 39 347 8206829

 

Orari: da lunedì a venerdì h. 15.30/19.30

Altri giorni e orari su appuntamento

Ingresso libero

Bomben / Fillia

 

a cura di Ambra Gaudenzi

 

Inaugurazione giovedì 11 Ottobre ore 18.00 presso la Galleria d’Arte Il Vicolo di Milano

 

 

ORARI

12_10_2018 - 17_11_2018

INGRESSO LIBERO



La galleria Il Vicolo è lieta di invitarvi alla mostra "Ragionamenti sul sacro" che vede il confronto tra un giovane artista, Ludovico Bomben (1982) e l’artista del Secondo Futurismo torinese Fillia (1904 – 1936), giovedì 11 ottobre alle ore 18.00 in via Maroncelli 2.

 

 Appartenenti a epoche diverse gli artisti si incontrano nell’affrontare il tema del sacro, carico di retaggi simbolici. In esposizione alcune grandi tele degli anni Trenta di Fillia che si riallacciano ai temi classici della tradizione cristiana (La Sacra famiglia, L’itinerario della Passione, Eternità)  reinterpretati con quello sperimentalismo avanguardistico in rottura con le forme artistiche tradizionali proprie dell’epoca.

 

Le opere di Ludovico Bomben invece (in mostra troviamo sculture in metallo, corian  ma anche alcune tecniche miste su carta) si svestono della rappresentazione religiosa iconografica per restituire la “sensazione” evocativa e spirituale del legame col simbolo.

American Beauty

 

a cura di Stefano Reia

 

Inaugurazione giovedì 29 marzo ore 18.00 presso la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone

 

INFO

galleria@comune.monfalcone.go.it

www.comune.monfalcone.go.it

0481.494.177 / 358

 

ORARI

30_03_2018 - 05_05_2018

mercoledi e domenica 10/13 giovedi, venerdì e sabato 10/13  e 15/18

Chiuso il 1 aprile

INGRESSO LIBERO



Promossa dal Comune di Monfalcone/Assessorato alla Cultura, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con il patrocinio del Consolato degli Stati Uniti d’America a Milano, in collaborazione con l’Associazione Culturale Juliet e la curatela di Stefano Reia, la mostra trae spunto dalla bandiera americana quale simbolo e icona di un modello antropologico, politico, economico e sociale che ha pervaso la cultura occidentale, al punto da costituirne riferimento e direzione del futuro progresso umano. 
Tale processo, che pare inarrestabile, porta con sé un coacervo di contraddizioni e controversie, spesso grottesche, che proprio molti artisti contemporanei (dal secondo dopoguerra ad oggi) hanno saputo mettere a fuoco con lucidità e spietato realismo iconografico, sviscerandone gli aspetti con sguardo pluridirezionale, uno sguardo che non ammette soluzioni di compromesso o buonismi di maniera.
La bandiera a stelle e strisce diviene, dunque, pretesto creativo per identificare nella potenza del simbolo una serie di conclamate verità che, come tali, sono di per sé innegabili e drammaticamente attuali, come il rapporto con il mondo islamico, l’esaltazione di un consumismo fuori controllo che travalica i valori umani, lo sterminio e l’emarginazione dei nativi americani o la questione razziale, tematiche mai completamente risolte e superate nell’inconscio collettivo.
In questo modo l’icona della bandiera si assume il compito di trasformarsi da simbolo coagulante di un paese frammentato e plurirazziale a punto nodale del dibattito contemporaneo, non solo a livello di contenuti ma anche a livello di immagine e di narrazione divulgativa.
La Galleria ospiterà all’incirca cinquanta bandiere interpretate da artisti di chiara fama internazionale, tra i quali si ricordano Robert Longo, Annie Leibovitz, George Maciunas, Vanessa Beecroft, James Rosenquist, Keith Haring, Vito Acconci, Mark Kostabi, Andy Warhol, Gabriele Bonato.

 

Associazion culturâl Colonos

  

Indirizzo: Vie Giovanni da Udine, 8, 33050 Lestizza UD

Telefono: 348 101 5830

Provincia: Provincia di Udine

 

Cuasi nuie, anzit dut

 

 

Personali di Matteo Attruia e Ludovico Bomben
A cura di Angelo Bertani

 

DAL 18/03 AL 02/04

 

I Colonos perseverano nella loro ricognizione nel campo dell’arte contemporanea, regionale e non regionale, perché credono che dare conto del presente nel suo processo di determinazione sia uno dei compiti principali dell’attenzione culturale. Prima vengono le opere d’arte e poi potrà seguire il loro inserimento storico-critico in un determinato contesto: infatti il presente esige di essere tale. Ecco due nuove personali, di due artisti della nuova generazione, Matteo Attruia (Sacile, 1973) e Ludovico Bomben (Pordenone, 1982): l’uno scardina la retorica comunicativa facendole assumere un senso apparentemente paradossale, l’altro rivisita alcune forme simboliche della storia dell’arte per ricavarne quasi l’essenza, il concetto percettivo. Negli spazi dei Colonos tra i due si instaura sottotraccia un dialogo a distanza, tutto da scoprire, tutto da interpretare. 
(Angelo Bertani)

 

Superficie di contatto

 

A cura di Riccardo Caldura

Mostra personale di Ludovico Bomben.

 

TRA vi invita all’inaugurazione della mostra personale di Ludovico Bomben dal titolo ‘Superficie di contatto’, a cura di Riccardo Caldura, che si terrà sabato 16 dicembre alle ore 18.00.

 

L’artista presenta una selezione di opere inedite, a parete e nello spazio, contraddistinte dal nitore formale che è la chiave stilistica e concettuale della sua ricerca. Un linguaggio minimalista in grado di calibrare ogni elemento in relazione con le caratteristiche dell’ambiente, in questo caso il trecentesco piano nobile di Cà dei Ricchi, senza subirne però la marcata caratterizzazione grazie alla capacità di generare un proprio  dispositivo spaziale.

 

Si potrebbe parlare di uno spazio nello spazio, dove  il primo, quello contemporaneo, produce nei confronti del secondo, lo spazio storico che lo contiene, una sospensione silenziosa, ritmata dall’articolazione delle opere a parete,  grandi superfici bianche dove affiorano dalla carta, stampata a secco, le trame geometriche di ulteriori spazi possibili. I lavori a carattere installativo e scultoreo, composti di pochi essenziali elementi, generano a loro volta linee di tensione nell’ambiente dovute al preciso quanto delicato equilibrio delle parti che li compongono. L’acuminarsi delle estremità degli oggetti  esposti, vere e proprie linee-dardo, richiede volutamente allo spettatore un aumento del suo livello di attenzione.

 

Uno spazio dunque della misura e dell’equilibrio, dovuto a gesti compositivi discreti, quanto netti, grazie alla precisione con cui vengono evidenziandosi le linee-forza tridimensionali, e il gioco degli affioramenti di forme possibili dalla luminosità e purezza delle superfici. Queste recenti opere di Bomben, singolarmente e ancor più nella loro reciproca iterazione nello spazio,  rappresentano bene quanto il suo lavoro sia particolarmente attento alla relazione fra bidimensionalità e tridimensionalità: il volume può ridursi all’essenzialità di una linea di forza, di una linea-dardo, la superficie si tende rivelando la tensione sottocute che la pervade, resa percettibile dallo spessore di un orlo dorato. In una delle opere esposte, una grande ‘icona’ a parete, questo gioco di tensioni e affioramenti è rivelato dal rapporto delle due forme che compongono il lavoro: immerse nel bianco sembrano subire un processo di estroflessione e di compenetrazione. Qualcosa accade su quelle superfici e sono le variazioni della luce a rivelarlo. Qualcosa accade quando lo spazio generato dall’opera, nella sua apparente sottrazione di quel che vi è da vedere, in realtà chiede al visitatore di concentrarsi, di rallentare, per entrare in contatto con l’esperienza di un appena visibile fatto di luce, di forme affioranti e della delicata materialità di elementi compositivi quali l’oro, il nero delle lucidature metalliche, il bianco delle carte.

 

Nelle materie lì dove queste sono sul punto di smaterializzarsi, sulle superfici dove gioca la capacità di rivelazione che ha la luce, nelle linee-forza che invitano a concepire uno spazio di meditazione non come uno spazio ‘disarmato’, ma come uno spazio dove l’attenzione deve acuirsi, nel complesso gioco di reciprocità di questi elementi, si articola una particolare concezione dell’opera contemporanea, che si sottrae alla dimensione della quotidianità, per far spazio, ed entrare in contatto, con una diversa visione della realtà. (Riccardo Caldura)

 

Nello stesso periodo alcune opere di Bomben saranno esposte presso lo spazio di Slash Treviso che ringraziamo per la collaborazione.

La mostra sarà visibile fino al 4 febbraio 2018